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Si apre questo week end (10-11-12/09/2010) il Si Fest di Savignano.
Una kermesse di appuntamenti fotografici che spaziano dalla lettura del portfolio, alle mostre, agli atelier, laboratori, workshop ecc ecc ecc.
Tra le mostre voglio ricordare Mark Steinmetz con South, Martin Parr con Made in Italy e Global Photography con True Stories.
Insomma tre giorni pieni di eventi fotografici!
savignanoimmagini.it

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nuvole
intermission
tarda estate
Italians


Le foto spettacolari di Giancarlo Rado scattate tutte con una vecchia hasselblad.
SPETTACOLARI!!!!

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rullino sulle tre cimerullino sulle tre cimerullino sulle tre cimerullino sulle tre cime

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fumo

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Il disastro del Vajont fu causato da una frana staccatasi dal versante settentrionale del monte Toc, situato sul confine tra le province di Belluno (Veneto) e Udine (all’epoca dei fatti, ora Pordenone, Friuli-Venezia Giulia), il 9 ottobre 1963.

Alle ore 22.39 di quel giorno, circa 270 milioni di m3 di roccia scivolarono, alla velocità di 30 m/s, nel bacino artificiale sottostante (che conteneva circa 115 milioni di m3 d’acqua al momento del disastro) creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda di piena che superò di 250 m in altezza il coronamento della diga e che, in parte, risalì il versante opposto distruggendo tutti gli abitati lungo il lago nel comune di Erto e Casso, e in parte (circa 30 milioni di m3) scavalcò il manufatto (che rimase intatto) riversandosi nella valle del Piave, distruggendo completamente il paese di Longarone e i suoi limitrofi [1]. Vi furono 1917[2] vittime di cui[3] 1450 a Longarone, 109 a Codissago e Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 originarie di altri comuni[4];

Lungo il lago del Vajont, vennero distrutti i borghi di Frasègn, Le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faé e la parte bassa dell’abitato di Erto [5]. Nella valle del Piave, vennero rasi al suolo i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta. Profondamente danneggiati gli abitati di Codissago, Castellavazzo, Fortogna, Dogna e Provagna. Danni anche nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e nella città di Belluno dove venne distrutta la borgata di Caorera, e allagata quella di Borgo Piave.

Nel febbraio 2008, nel corso della presentazione dell’Anno internazionale del pianeta Terra (International Year of Planet Earth) dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 2008, il disastro del Vajont fu citato – assieme ad altri quattro – come un caso esemplare di “disastro evitabile” causato dalla scarsa comprensione delle scienze della terra e – nel caso specifico – dal «fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare»

Altro su wikipedia

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alba alle tre cimealba alle tre cime

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